domenica 17 ottobre 2010

Google Sky,Slooh e l'universo

Finora Google Sky riportava solo immagini di fonti di alto livello come Hubble, l'osservatorio spaziale, la Nasa ecc, ma il servizio non forniva la possibilità di accesso ad immagini di appassionati.
Ora, però, Google ha annunciato una partner-ship con Slooh camera, una società di New York che offre un servizio che dà la possibilità di esplorare lo spazio attraverso telescopi in tempo reale e concede l'accesso a migliaia di appassionati ed osservatori, che possono partecipare a missioni e scattare foto, ad esempio grazie ai dati forniti da Slooth, a Google Sky, sarà possibile vedere tutte le immagini di comete od eclissi.

 Slooh, fondata nel 2003 ha 50.000 iscritti, alcuni paganti, altri che accedono gratuitamente, ovviamente con limitazioni. Vedendo la sua home c'è scritto “ aiuta Slooh e Google Earth a mappare l'universo, scarica Google Earth e seleziona il livello Slooh da Sky ed al momento sono presenti 1.419.115 immagini e 3929 oggetti mappati. Infatti, sempre in home, vengono mostrate le prossime missioni, o le immagini più interessanti ad esempio c'è scritto “Alcuni dicono che Tucanae 47 è il cluster di stelle migliore nell'universo. Ma non è mai visibile dagli Stati Uniti o in Europa. Guarda le immagini con il telescopi localizzati in Cile ed Australia “

lunedì 11 ottobre 2010

Temperamento ansioso nei bambini: nuovi studi

Molti bambini dimostrano fin da piccoli un comportamento particolare quando incontrano sconosciuti o mostrano eccessiva apprensione, quando ad essi succede qualcosa e, se i sintomi sono molto chiari, si parla di temperamento ansioso, che potrebbe rappresentare un fattore di rischio per altri disturbi, tipo ansia e depressione che insorgerebbero più tardi. Gli psichiatri sono in grado di identificare la malattia, ma le cure sono difficili da sviluppare, perché la causa del temperamento ansioso è sconosciuta.

Ora è stata compiuta una ricerca dell' università del Wisconsin-Madison, in 238 giovani scimmie che ha portato ad individuare le zone del cervello iperattive durante il temperamento ansioso, alcune potrebbero avere una base genetica che spiega la loro attivazione. Infatti si sono scelte tutte scimmie di una stessa famiglia. In tal modo sarà possibile, in futuro, pensare ad una cura farmacologica. Gli scienziati hanno usato del glucosio radioattivo per vedere quali zone del cervello fossero interessate e queste sono state l'ippocampo e l'amigdala.
Soprattutto, quest'ultima sarebbe fondamentale per il temperamento ansioso e l'emozione, secondo i neuroscienziati.

domenica 10 ottobre 2010

Google: macchine guidate da robot in California


Alcune persone, guidando fra San Francisco e Los Angeles potrebbero aver incontrato delle Toyota Prius con un cilindro strano sul tetto. Ancora più strano, ad un occhiata più attenta, ci si poteva accorgere che non era seduto nessuno al posto del guidatore. Google sta lavorando ad un progetto e sue sono le macchine che girano. Questi veicoli utilizzano un software che è in grado di rilevare cosa c'è nei pressi dell'auto e prendere decisioni, tipo quelle che prenderebbe un umano alla guida. C'è sicuramente qualcuno che può prendere il controllo, se qualcosa va storto ma in tal modo le auto hanno guidato oltre 1000 miglia senza intervento umano e altre 140.000 con occasionale intervento dei tecnici.

Il sensore sul tetto del veicolo può eseguire la scansione di oltre 200 metri in tutte le direzioni per creare una mappa 3D nei dintorni della vettura. Ci sono, poi, una videocamera montata dietro il parabrezza, che aiuta alla visualizzazione di pedoni, segnali di stop, ciclisti, e semafori; tre dispositivi radar montati nel paraurti anteriore ed uno in quello posteriore ed un sensore nelle ruote che permette al sistema di visualizzare la vettura nella mappa 3D.

Oltre internet ,Google vorrebbe cambiare la società, non ci sarebbero più incidenti dovuti a persone ubriache o drogate che guidano, oppure altri dovuti ad errori di distrazione e colpi di sonno. Inoltre le macchine potrebbero essere progettate con materiale più leggero e consumare di meno. E' ovvio che il sistema dovrebbe funzionare meglio dei computer che spesso sono infettati da virus o crashano.

Il progetto nasce da un'idea di Sebastian Thrun, un ingegnere di Google e il co-inventore del servizio di mappatura Street View . Un progetto, comunque che nasce dall'idea di usare sistemi robotici per far sì che le strade siano più sicure e ridurre al contempo i costi energetici della nazione E' comunque un 'idea che sta a cuore anche a Larry Page , co-fondatore di Google, anche se per ora non si parla di operazioni di marketing.

venerdì 8 ottobre 2010

Errato il modello dominante per la formazione del sistema solare?

Nuove teorie tenderebbero a smentire l'ipotesi sulla formazione dei pianeti del sistema solare e soprattutto due idee sembrano particolarmente interessanti, quella di Brown dell'istituto di tecnologia di Pasadena e quella di Alex Parker, uno studente laureato in astronomia presso l'università di Victoria nella Columbia Britannica in Canada.

Entrambe le teorie, sono nate studiando la fascia di Kuiper, una regione che si estende fino a 50 UA dal sole e nella quale sono stati scoperti molti oggetti. Le due ipotesi, sono una a supporto dell'altra e soprattutto escluderebbero l'idea della crescita esponenziale dei pianeti da precursori più piccoli. Secondo Michael Brown la maggior parte degli oggetti presenti nella fascia di Kuiper si sarebbero formati per collisioni fra oggetti di pari taglia, modello che il ricercatore chiama, della crescita piramidale.

Questo perchè egli dice nella fascia di Kuiper ci possono essere corpi composti interamente di roccia e con densità superiore a 3 grammi per centimetro cubo e corpi invece, interamente ghiacciati con densità molto più bassa. Una posizione intermedia è occupata da Plutone con oltre 2 grammi per centimetro cubo. Se tutti i corpi si fossero creati per aggregazione avrebbero dovuto avere una densità molto più uniforme. Parker, inoltre, ha studiato i sistemi binari presenti nella fascia di Kuiper e lontani dal sole 6-7 miliardi di chilometri, Secondo una teoria, detta di Nizza,questi sistemi si sarebbero formati più vicino al sole dove potrebbe esere facilmente spiegata la loro crescita veloce, mentre poi sarebbero stati allontanati da drammatici cambiamenti, che avrebbero coinvolto le orbite dei pianeti, ad esempio Nettuno. Ma secondo Parker l'ipotesi non regge anche perchè oltre il 30% di questi oggetti sono binari e fra i più famosi ci sono Plutone e Caronte ma ce ne sono molti altri, che sarebbero stati distrutti se ci fossero stati eventi così distruttivi nella fascia di Kuiper.

 Quindi la teoria di Parker potrebbe confermare quella di Brown, anche se ipotizzare una formazione in situ, per gli oggetti della fascia di Kuiper dovrebbe poter essere spiegato con una loro formazione molto più veloce, di quella che la teoria classica prevede. L'idea però delle collisioni fra blocchi uguali del materiale di partenza della nebulosa protoplanetaria potrebbe far ipotizzare che siano giuste le teorie, che potrebbero rivoluzionare quelle classiche, anche se come dicono i ricercatori sono ancora in fieri.

domenica 26 settembre 2010

Con Google Earth trovato il cratere di un meteorite

Una ricerca effettuata nel 2008, con Google Earth, ha portato alla scoperta del cratere d'impatto di un meteorite metallico, chiamato cratere Kamil e quest'anno si è effettuata la spedizione per compiere rilevamenti in loco e raccogliere i residui di ferro e determinare l'età del cratere. In un periodo ancora imprecisato ma meno di 10.000 anni fa un meteorite che viaggiava alla velocità di 12000 km/h si è schiantato in una regione fra Egitto, Sudan e Libia. Il meteorite, un blocco di ferro di dieci tonnellate ha prodotto uno schianto visibile a 1000 km di distanza ed un foro in terreno roccioso di 16 metri di profondità e 42 metri di larghezza.

 Il cratere è rimasto indisturbato fin quando non è stato visto dal ricercatore Vincenzo De Michele con Google Earth sul suo PC. In seguito si è effettuata una spedizione composta da 40 membri italiani ed egiziani ed in parte finanziata dall'ESA .Il gruppo ha raccolto oltre 1000 kg di materiale ferroso, compreso un blocco di 83 Kg, che molto probabilmente si è staccato prima dell'impatto in quanto è stato trovato a 200 metri dal cratere.
Lo studio del cratere è di grande interesse anche perchè fa luce sul tipo d'impatto che possono avere i meteoriti metallici. Infatti, secondo i ricercatori i meteoriti metallici di dieci tonnellate non esplodono nell'atmosfera ma quando raggiungono la terra e provocano un cratere d'impatto.

Campo magnetico intergalattico primordiale

Secondo due fisici ci sarebbe un'altra traccia del Big Bang nell'universo, un campo magnetico primordiale che potrebbe determinare una sfocatura nell'energia proveniente dai buchi neri super-massicci, creando una specie di effetto alone. Se tale ipotesi fosse confermata, potrebbe contribuire a rivelare le origini del magnetismo nel cosmo.

I fisici Shin'ichiro Ando del California Institute of Technology di Pasadena e Alexander Kusenko della University of California, Los Angeles, hanno esaminato le immagini di buchi neri supermassicci raccolti dal telescopio spaziale a raggi gamma Fermi, alla ricerca di qualcosa che era stato sospettato da tempo ma mai osservato: la possibilità di un primordiale, campo magnetico intergalattico.
Alla fine i ricercatori hanno calcolato che un campo magnetico, con la forza di un quadrilione rispetto al campo magnetico terrestre ha interagito con i fotoni uscenti dai buchi neri super-massicci e questo fenomeno avrebbe distorto le loro energie creando proprio l'effetto alone che si nota nelle fotografie prese con il telescopio Fermi. Secondo altri ricercatori, lo studio è interessante ma il fenomeno, di cui è stata calcolata la forza, potrebbe essere provocato da un campo dovuto ad “inquinamento intergalattico” creato dalle stesse particelle ad alta energia emesse dai buchi neri intergalattici. In ogni caso, primordiale o no il campo magnetico esiste e crea appunto deviazioni dei fotoni.
 

lunedì 13 settembre 2010

Piume nei dinosauri prima di quanto si pensasse?

Alcuni dinosauri predatori fanno ritenere che le piume comparvero nei dinosauri molto prima di quanto si pensasse. La nuova specie, che ha fatto nascere questo dubbio si chiama, Corcovatus Concavenator, era lunga quattro metri e sarebbe vissuta nel Cretaceo, 130 milioni di anni fa.



La squadra dei ricercatori, guidata da Francisco Ortega ha ritrovato il fossile negli altipiani semi-aridi di Las Hoyas nella Spagna Centrale, un luogo che anticamente doveva assomigliare all'Everglades della Florida. Quello che ha colpito soprattutto, però i ricercatori, è stato l'aver visto sulle braccia del fossile, delle strutture come quelle che servono per inserire aculei o piume.
 
 Esiste già un ramo chiamato Coelurosauria che presenta piume e strutture ossee per inserirle e fra i suoi discendenti ci sono sia i dinosauri del tipo del velociraptor e del Tyrannosaurus Rex, che quelli da cui sono derivati gli uccelli. L'anomalia è che nel fossile trovato da poco, le ossa sono molto più simili al ramo dei predatori, quindi, se l'ipotesi di Ortega è giusta e poiché è difficile che tale caratteristica si sia sviluppata indipendentemente nei due gruppi, ciò vorrebbe dire che c'è stato, molto prima di quello che si pensasse, un predatore con piume, progenitore dei due gruppi.